Pellegrinaggi medievali e Crociate

Le Crociate; spedizioni cristiane per liberare il Santo Sepolcro

Per capire cosa siano state le crociate, bisogna tenere presente l’importanza dei pellegrinaggi nel Medioevo. Alla fine dell’anno Mille, infatti, la prima crociata fu semplicemente un pellegrinaggio armato per liberare Gerusalemme e il sepolcro di Cristo dalla dominazione musulmana. Nei secoli successivi queste spedizioni si trasformarono in vere e proprie guerre per la conquista della Terra Santa e di territori più o meno ampi strappati ai Turchi, anche al fine di incrementare i commerci delle potenze cristiane.

I pellegrinaggi

Ai nostri giorni molti cattolici partono per visitare i santuari, ma nel Medioevo i credenti che ne avevano la possibilità si ritenevano quasi obbligati a intraprendere un pellegrinaggio, un po’ come oggi i musulmani si recano alla Mecca. Le mete dei pellegrini erano molte: a Santiago de Compostela, all’estremità della Penisola Iberica dove si troverebbe la tomba dell’apostolo Giacomo, oppure alla città santa, Roma.

Il pellegrinaggio più meritorio di tutti era però in Terra Santa, nei luoghi cioè dov’era vissuto e morto Gesù. Intorno all’anno Mille, tuttavia, i pellegrini cristiani all’improvviso cominciarono a incontrare molte difficoltà perché ai tolleranti Arabi si erano sostituiti i Turchi, allora rozzi guerrieri (che non avevano niente in comune con gli Arabi, né come origine né come lingua). L’Impero bizantino, inoltre, temeva l’avanzata dei Turchi e domandò al papa in Occidente di inviare una spedizione armata.

Nel 1095, papa Urbano II chiese allora ai pellegrini di partire in massa. La prima crociata fu semplicemente un pellegrinaggio armato; coloro che partirono non chiamavano sé stessi ‘crociati’, ma semplicemente ‘pellegrini’. Solo più tardi si cuciranno una croce di stoffa rossa sulla spalla destra e sul petto e un’altra sullo scudo, per mostrare visibilmente il proprio impegno religioso. Il papa concesse a questi speciali pellegrini l’indulgenza plenaria (che cancellava tutti i peccati e le pene da scontare in purgatorio), della quale fino a quel momento avevano goduto soltanto i martiri. Infatti il papa riteneva che andare in Terra Santa fosse come un martirio, perché si metteva in pericolo la vita per difendere la religione.

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Violenze, bottini e conquiste

In Occidente erano molti i cavalieri privi di terre che vivevano, come i briganti, di assalti e depredazioni. La crescita demografica, oltre a risultati positivi, aveva portato una grande inquietudine sociale: all’improvviso molti più uomini rispetto al passato cercavano i mezzi per vivere meglio. D’altra parte i mercanti, al ritorno dai loro viaggi, descrivevano l’Oriente come il paradiso, colmo di ricchezze e di tesori. Alla fine dell’11° secolo il pellegrinaggio armato in Terra Santa si prefiggeva di scacciare di lì gli infedeli (i musulmani) e di ricondurre quei luoghi sotto il governo cristiano, ma i combattenti si aspettavano anche straordinari bottini e conquiste.

Appena partiti, i pellegrini armati compirono orribili massacri di ebrei ‒ assimilati ai musulmani in quanto avversari della fede cristiana ‒ in Germania, a Colonia, e nella zona del fiume Reno. Per secoli gli ebrei erano vissuti pacificamente in mezzo ai cristiani: proprio con le crociate nacque invece l’antisemitismo e la condizione degli ebrei in Europa andò rapidamente peggiorando, col moltiplicarsi delle restrizioni e delle discriminazioni ai loro danni. Con il papato di Innocenzo III (1198-1216) gli ebrei sarebbero stati costretti a portare cucita sull’abito una rotella di stoffa gialla.

La prima crociata non si concluse soltanto con la presa di Gerusalemme, ma con la conquista di un ampio territorio, perlopiù costiero, corrispondente agli odierni territori di Israele, Palestina e Libano, gran parte di Siria e Giordania e anche parte dell’attuale Turchia. Questo spazio, di dimensioni inizialmente imponenti, venne organizzato come un regno cristiano. Gli invasori, però, circondati da gente nemica e di religione musulmana, rimasero sempre in armi e non riuscirono a lungo a mantenere le conquiste. Costruirono enormi fortezze e castelli opprimendo la popolazione locale. Dall’Occidente dovettero giungere continuamente altri combattenti per sostituire i morti, e le crociate si susseguirono una dopo l’altra.

Le crociate e il commercio

Fra la conquista di Gerusalemme nel 1099 e la perdita dell’ultimo avamposto cristiano in Terra Santa nel 1291, quasi due secoli dopo, ci furono ufficialmente otto crociate, ma in realtà la mobilitazione fu continua. In qualunque momento, chi ne fosse intenzionato poteva partire per la Terra Santa, in un pellegrinaggio che era al tempo stesso espiazione dei peccati e contributo concreto, fisico, alla difesa della fede cristiana contro i suoi nemici. Le spedizioni organizzate erano così frequenti che ai fedeli appariva normale, in punto di morte, destinare per testamento una certa somma per finanziare un combattente, da utilizzare la prossima volta che un qualsiasi sovrano cristiano avesse organizzato una partenza. Mantenendo comunque l’abituale numerazione delle crociate, nella quarta (1202-04) i crociati, per pagare le navi procurate dai Veneziani, furono obbligati da costoro a conquistare Zara, una città con un bel porto sulla costa della Dalmazia. Zara era cristiana, ma Venezia non andò troppo per il sottile.

Vinta Zara, Venezia ottenne che i crociati, attirati dal miraggio di più ricchi bottini, muovessero contro l’Impero bizantino: di nuovo cristiani contro cristiani! Costantinopoli fu conquistata dopo un assedio di due mesi, il 18 luglio del 1203. Fu un altro massacro; chiese e monasteri distrutti, tesori e arredi sacri depredati. Su quelle rovine fu creato l’Impero latino d’Oriente. Venezia ottenne condizioni favorevoli per i suoi mercanti e nessuno pensò più a Gerusalemme e al sepolcro di Cristo.

Le ultime crociate

Anche le ultime due crociate condotte dal re francese Luigi IX detto il Santo si svolsero lontano da Gerusalemme, in Egitto e in Tunisia. Il possesso degli scali commerciali era diventato la principale ragione delle crociate. Nella penultima crociata (1248-49), Luigi IX fu sconfitto; fatto prigioniero, pagò un riscatto enorme per essere liberato. Vecchio e malato, Luigi IX volle guidare anche l’ultima crociata, nel 1270. La flotta approdò a Tunisi, creduta vicinissima ai porti egiziani di Alessandria e Damietta: in realtà Tunisi dista migliaia di chilometri.

La causa di un errore così grave dipese dalle carte geografiche di cui disponevano le navi di Luigi IX. Subito dopo lo sbarco il re morì di tifo. In precedenza un altro sovrano era morto nel viaggio verso la Terra Santa: durante la terza crociata, nel 1190, era annegato in un fiume dell’odierna Turchia il vecchio imperatore Federico I Barbarossa.

Cristianesimo e Islam

A fianco dei crociati combattevano anche nuovi e speciali ordini di monaci-cavalieri. I più famosi furono l’ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro o templari, i cavalieri teutonici e i cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme che, trasferitisi prima a Rodi e poi a Malta, per molti secoli combatterono contro le navi dei musulmani.

Nel complesso, il cristianesimo e l’Islam rimasero due mondi estranei e ostili, dominati l’uno e l’altro dal fanatismo e dal pregiudizio. La straordinaria convivenza che si era potuta realizzare là dove le due civiltà avevano convissuto più a lungo, per esempio in Sicilia, non si ripeté più. Le crociate portarono distruzioni di splendide città e morti infinite nei due schieramenti.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/crociate_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

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Una donna di potere nel Medioevo

matildePoche donne hanno avuto nella storia del mondo un ruolo tanto significativo quanto quello di Matide di Canossa. Per circa quarant’anni governò un territorio esteso su buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, un cuscinetto strategico destinato a separare le rumorose contese tra Impero e Papato. A difesa dell’integrità dei suoi possedimenti, Matilde stese una fitta rete di castelli e fortificazioni per il controllo di strade, valichi, fiumi. Non meno importante fu il solido intreccio di fedeltà con i vassalli distribuiti sulle sue terre, con forze spesso tra loro in contrasto come le città, le comunità rurali, le abbazie. Matilde, che la memoria secolare ci ha rimandato come donna colta e dotata di rare competenze, fu protagonista di un quarantennio di regno illuminato, autorevole, straordinario per realizzazioni e riforme politiche. E il segno della sua presenza è ancora vivo nella storia d’Europa.

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http://online.scuola.zanichelli.it/capirelastoria-files/volume1/approfondimenti/Zanichelli_Vicari1_Unita5_Matilde.pdf

Le donne e le categorie emarginate Conoscenza e comprensione

donna medioevo

Rileggi la scheda Le donne e le categorie emarginate (p. 169), osserva con attenzione le immagini che la illustrano e rispondi alle domande.

  1. Le donne potevano decidere autonomamente della propria vita? Perché?
  2. Quale scopo avevano i matrimoni tra le giovani nobili e gli uomini di potere?
  3. Qual era l’obiettivo principale di una donna sposata? Cosa accadeva se non riusciva a raggiungerlo?
  4. Nel Medioevo ci furono anche donne di potere? Se si, quali compiti esercitarono?
  5. Quali altre persone erano tenute ai margini della societa o apertamente rifiutate?
  6. Perche nel Medioevo c’erano molti ammalati e disabili fisici?
  7. Giocolieri, artisti e saltimbanchi erano poco stimati: perché?
  8. Cosa poteva accadere a chi non era cristiano, nell’Europa dell’età carolingia?