La Comedia. Per incominciare

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divinacommedia_strutturaEcco una allegra canzone dello Zecchino d’oro su Dante Alighieri, il suo amore per Beatrice e la sua attività poetica che lo porterà a comporre e la sua Comedia. Ascoltalo alla luce di quanto sai su Dante e sulla Divina commedia, ti aiuterà a ricordare.

Per avvicinarci alla Divina Commedia possono essere di aiuto questi interessanti video che possono diventare anche un valido supporto al testo per studiare e ripetere in vista delle verifiche.

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Il Romanzo; una breve guida

Ecco una breve guida alle caratteristiche generali del romanzo e alle sue parti salienti: la situazione iniziale, la rottura dell’equilibrio che dà il via all’azione e crea il movimento dal quale seguirà lo svolgimento della vicenda, fino all’epilogo.

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Il romanzo è un testo narrativo in prosa, di una certa ampiezza, che tratta di vicende reali o fantastiche. Si distingue dal racconto per la lunghezza, ossia per la narrazione più estesa, ma soprattutto per la maggiore complessità e ricchezza dell’intreccio, delle vicende e dei personaggi.

Origini e storia

Il romanzo è un genere letterario antichissimo. Le lontane origini del romanzo si possono infatti individuare in alcune forme narrative delle letterature orientali assiro-babilonese, egizia, siriaca, armena, araba; antenate del romanzo si possono considerare anche le opere narrative fiorite in Grecia nella tarda età ellenistica (I-III sec. d.C.) e Roma nei primi due secoli dell’Impero.

Durante il Medioevo, a partire dal XII secolo, in Francia e in Italia vennero chiamati romanzi vari tipi di narrazione, in versi o in prosa, che riproponevano in una lingua romanza (il termine romanzo deriva infatti dal francese antico romanz, che a sua volta deriva dall’espressione latina romanice loqui, «parlare romanicamente», cioè in lingua romanza o volgare derivata dal latino) gli stessi argomenti e le stesse mescolanze di realtà e di fantasia che caratterizzavano i poemi epici cavallereschi.

Tra il Cinquecento e il Seicento nacque il romanzo moderno con il Don Chisciotte dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra.
Nel Settecento, poi, il romanzo divenne un genere letterario vero e proprio in grado di descrivere e rappresentare i vari aspetti della nuova realtà sociale borghese. È di questo periodo, per esempio, il romanzo Robinson Crusoe di Daniel Defoe.
Nell’Ottocento il romanzo raggiunse la massima diffusione e popolarità in quanto specchio dell’evoluzione del costume e delle trasformazioni sociali contemporanee.
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Diversi tipi di romanzo

Si possono distinguere, in base ai contenuti, diversi tipi di romanzo, ma è la classificazione non deve essere presa in modo troppo rigido. Infatti, in uno stesso romanzo, possiamo ritrovare caratteristiche proprie di altri tipi di romanzo.

Romanzo d’avventura: Privilegia l’azione e l’intreccio; è ricco di vicende impreviste, di colpi di scena; è ambientato in luoghi spesso esotici dove personaggi straordinari compiono imprese eccezionali contro nemici astuti e malvagi; solitamente si conclude con il trionfo della Giustizia e del Bene.
Romanzo storico: È un misto di storia e di invenzione; esso, infatti, ambienta avvenimenti inventati in un’epoca storica più o meno rigorosamente ricostruita oppure narra avvenimenti immaginari intorno a un personaggio storico.
Romanzo d’ambiente: Dà particolare risalto all’ambiente sociale, che fa da sfondo alle vicende, allo scopo di rappresentare la vita che si svolge così come è nella realtà.
Romanzo sociale: È simile al romanzo d’ambiente da cui si distingue quasi esclusivamente per la precisa attenzione ai fatti sociali e per le caratteristiche di «denuncia» che spesso assume.
Romanzo psicologico: Analizza, più che i fatti e gli ambienti, le tensioni, i conflitti interiori di uno o più personaggi..
Romanzo fantastico: Narra vicende che risultano talmente strane da parere irreali, assurde o, appunto, fantastiche.
Romanzo giallo: Così chiamato dal colore della copertina di una fortunata collana di romanzi pubblicata da Mondadori a partire dal 1929, presenta come motivo centrale l’indagine volta a scoprire l’autore di un delitto.
Romanzo nero: Caratterizzato da vicende violente, truci delitti, atmosfere cupe e tenebrose, situazioni di terrore.
Romanzo rosa: Caratterizzato da vicende d’amore, situazioni lacrimevoli e sentimentali, alla fine i due protagonisti, dopo innumerevoli difficoltà, riescono a coronare il loro sogno d’amore.
Romanzo di fantascienza: Caratterizzato dalla presentazione di mondi futuri, dalla descrizione di ambienti diversi dai nostri in cui si muove un’umanità con caratteristiche diverse dalle nostre.

La struttura del romanzo

I romanzi sono tutti diversi l’uno dall’altro per una serie di elementi: l’argomento, l’ambientazione, le scelte formali, linguistiche ed espressive utilizzate dall’autore.
Tuttavia, in tanta diversità, è possibile individuare uno schema unico, per quanto estremamente generale, che costituisce la struttura-tipo cui gran parte dei romanzi sono riconducibili.
Alla base di ogni romanzo, infatti, c’è l’evoluzione da una situazioni iniziale a una situazione finale.
L’avvio del romanzo è determinato in genere da un avvenimento provocato o subìto involontariamente dal protagonista che rompe l’equilibrio iniziale costringendolo a fare qualcosa. La vicenda così avviata si sviluppa, per lo più in luoghi diversi e con l’entrata in scena di nuovi personaggi, attraverso eventi che possono comportare un ulteriore peggioramento per il protagonista o un miglioramento delle sue condizioni. In entrambi i casi, il protagonista non è solo, ma è circondato da altri personaggi che possono aiutarlo (aiutanti) o ostacolarlo (antagonisti).
Comunque si evolva, la vicenda termina sempre con il conseguimento, con la ricomposizione di un nuovo equilibrio, positivo o negativo per il protagonista, e il ristabilirsi di una nuova situazione, la situazione finale.
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Gli elementi costitutivi del romanzo sono: la trama, i personaggi, il tempo, lo spazio, il narratore.

La trama

La trama di un romanzo è costituita da una serie di eventi, di situazioni relative ai personaggi che si sviluppano in modo più o meno complesso.
A volte la trama di un romanzo può seguire le vicende di un unico personaggio; altre volte, invece, può seguire le vicende di più personaggi (in questo caso si parla di trame parallele) che hanno dei collegamenti tra loro nel tempo.

I personaggi

In un romanzo sono presenti numerosi personaggi. A seconda dell’importanza che assumono nella narrazione, si distinguono in:
Personaggi principali: Svolgono un ruolo centrale, importante, nella vicenda.
Personaggi secondari: Svolgono un ruolo di secondo piano, di minore importanza rispetto a quello dei personaggi principali. Possono essere: secondari, ma importanti nello sviluppo delle vicende quando le loro azioni incidono sugli eventi narrati; secondari, di scarsa importanza, quando assumono il ruolo di semplici «comparse».
A seconda, invece, del ruolo che riveste nel romanzo, un personaggio può essere:
Il protagonista: È il personaggio principale, sempre al centro della narrazione.
L’antagonista: È il personaggio che ostacola il protagonista, che assume il ruolo di avversario del protagonista.
L’aiutante: È il personaggio che aiuta, favorisce il protagonista. Diventa però «falso aiutante» quando per paura, per viltà o per interessi personali tradisce il protagonista.
I personaggi del romanzo vengono presentati, non solo dal punto di vista fisico, ma anche del carattere, delle abitudini, del comportamento. Più specificatamente, l’autore può caratterizzare il personaggio dal punto di vista:
Psicologico: Attraverso la registrazione delle sue emozioni, delle sue reazioni, dei suoi stati d’animo.
Sociale: Attraverso l’appartenenza a una determinata categoria sociale.
Culturale: Attraverso informazioni relative al tipo di cultura o di istruzione che possiede.
Ideologico: Attraverso informazioni relative al tipo di ideologia politica o religiosa che professa.
Naturalmente queste diverse forme di caratterizzazione possono anche coesistere tra loro e contribuire, tutte insieme, a delineare il ritratto completo del personaggio.

Il tempo

Ogni romanzo è ambientato in un tempo, in un’epoca storica ben precisa (il Settecento, l’Ottocento, l’età del Risorgimento, la Prima guerra mondiale, il Duemila ecc.).
Individuare, pertanto, il tempo della storia, ossia il tempo reale nel quale si svolge la vicenda narrata, non è difficile.
Più complessa è l’analisi del tempo della narrazione, ossia il modo in cui viene presentato dall’autore il succedersi degli eventi all’interno della narrazione.
In questo caso bisogna distinguere:
L’ordine in cui l’autore sceglie di disporre e di narrare gli eventi
Può narrare gli eventi secondo l’ordine reale, cronologico in cui si sono svolti, ma può anche adottare un ordine artificiale, iniziando a narrare i fatti da un qualsiasi momento delle vicende.
L’ordine in cui l’autore dispone gli eventi nella sua narrazione costituisce l’intreccio del romanzo; invece la successione dei fatti in ordine cronologico, così come sono accaduti nella realtà e come il lettore li costruisce per comprendere la dinamica degli avvenimenti, costituisce la fabula (o storia).
La durata degli eventi narrati
Non coincide quasi mai con la loro durata reale, cioè la durata che essi avrebbero nella realtà. Una giornata o un mese o un anno nella realtà durano una giornata, un mese, un anno, ma in un romanzo l’autore può farli durare quanto vuole: può raccontare tutti gli eventi di una giornata impiegando anche un intero romanzo oppure può sintetizzare un periodo di più anni in una sola riga.
L’autore cioè altera il tempo reale allungandone oppure restringendone la durata; non può logicamente narrare tutto e quindi non solo provvede a riassumere gli eventi che narra, ma anche a scegliere, fra i tanti, quelli che a suo parere sono i più significativi.

Lo spazio

Gli avvenimenti di un romanzo si svolgono sempre in uno o più luoghi che possono essere reali, immaginari, verosimili, fantastici, aperti, chiusi. In certi casi i luoghi non costituiscono soltanto lo spazio in cui si svolge l’azione, ma possono anche assumere un ruolo importante nell’ambito della narrazione in quanto: interpretano ed esprimono in immagini i sentimenti, le emozioni, gli stati d’animo dei personaggi; partecipano alle vicende dei personaggi.

Il narratore

Mentre l’autore è la persona storicamente esistita o ancora in vita, che ha materialmente composto, scritto, il romanzo, il narratore è la persona, la voce, cui l’autore affida il compito di narrare la vicenda, in prima o terza persona.

Il narratore, a seconda del rapporto che, per scelta dell’autore, ha con i fatti che racconta, può essere:

Narratore interno: Quando è presente nella vicenda, cioè quando è uno dei personaggi della vicenda, e quindi narra in prima persona (io narrante) i fatti di cui è protagonista o testimone.

Narratore esterno: Quando è estraneo alla vicenda che narra in terza persona.

 

I miti sulla creazione del mondo – Le origini del mondo e dell’umanità nella Bibbia

Le cosmogonie sono i miti sulla creazione del mondo. Cosmogonia è una parola greca che significa “nascita del mondo” con la quale si indicano i miti, i poemi e le dottrine sulla formazione dell’Universo. In tutte le concezioni mitiche e religiose dell’umanità il racconto delle origini dell’Universo è un momento essenziale, dalle civiltà primitive più arcaiche a quelle delle grandi religioni monoteistiche.

Bibbia crazione

Abbiamo tanti racconti mitici della creazione del mondo quante sono le culture, ma noi europei e occidentali non possiamo far a meno di conoscere il mito della creazione così come ce lo racconta la Bibbia.

La Bibbia inizia proprio con le parole “Nel principio Dio creò il cielo e la terra”.

Le origini del mondo e dell’umanità nella Bibbia Genesi 1:1-2:25

6 giorni

1:1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
27 Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate sui pesci del mare sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra».
29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

2:1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.

Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata – perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l’acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.

8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. 9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. 10 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. 11 Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c’è l’oro 12 e l’oro di quella terra è fine; qui c’è anche la resina odorosa e la pietra d’ònice. 13 Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d’Etiopia. 14 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.

15 Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16 Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».
18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 23 Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta».
24 Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

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Per saperne di più

Il Sabato del villaggio – La sera del dì di festa

Qui sotto trovate il link de Il sabato del villaggio per farne il commento, una videopoesia e il testo autografo.

Clicca qui per aprire il testo in pdf della poesia Il sabato del villaggio

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Commento- Parafrasi e molto altro ancora su “Il sabato del villaggio”

E ora un’attualizzazione in musica de “Il sabato del villaggio”

Infine uno spunto per una comparazione:

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LEOPARDI_la_sera_del_di_di_festa_IT-788x445La sera del dì di festa

Compara le due poesie, spiega quale hai amato di più ed esprimi le tue ragioni.

Giacomo Leopardi – L’Infinito e A Silvia

Grafica-LeopardiEcco una presentazione di Giacomo Leopardi e di due delle sue più note poesie

Giacomo Mainagioia

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Quiz-di-verifica-sulla-conoscenza-delle-opere-di-Giacomo-Leopardi

Giacomo Leopardi è spesso ricordato, a torto, più per il suo pessimismo che per le sue liriche capaci ancora di parlare ai giovani del XXI sec e di emozionare. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei.

 

Commento Parafrasi e altro ancora su “A Silvia”

Mettiti alla prova Test-su-A-Silvia-

Spero voi non la pensiate come i ragazzi del Collegio e siate un po’ più preparti…