Materiale per la marcia della Cultura

Sei pronto per la Marcia per la Cultura che il 2 Aprile animerà il paese?

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Clicca sulla seguente scritta Materiale per la marcia della Cultura e si aprirà un documento. Trova il tuo nome nel testo, sono le parti che ti sono state assegnante.

Allenati a leggere le parti in prosa che ti sono state assegnate.

Impara a memoria i versi delle poesie che ti sono state assegnate

Materiale per la marcia della cultura

Lunedì tutti dovranno avere la stampa della loro parte e conoscere a memoria quanto è stato loro assegnato perché è necessario provare visto che l’evento si terrà l’evento.

NB Lunedì proveremo solo nelle mie ore a partire dalla seconda ora (a prima ora per i ragazzi di seconda è confermata la verifica di Storia, Capp. 8-9-10). Buona domenica!

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PS: ecco gli slogan che urleremo durante la marcia. Schiaritevi la voce e allenate le vostre ugole, dobbiamo svegliar le coscienze e fare un po’ di sano baccano.

Vivi una vita che vale

Ama e fa della tua vita un’opera d’arte

Un solo cielo un solo destino

Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho

Ama e fa ciò che vuoi

Vivi, Sorridi, Ama

La vita è bella

La bellezza salverà il mondo

 

 

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La novella di Andreuccio da Perugia

 

HX915158-1000x750Ormai sai distinguere tra “boccaccio” e Boccaccio e che il secondo è quello che più interessa a noi (del primo, specie se vuoto non sapremmo che farcene…).

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Boccaccio, con la maiuscola, è uno dei padri della lingua e della letteratura italiana, ed è colui che definì “Divina” la Commedia di Dante e la rese celebre.

Giovanni Boccaccio, come sai di certo, si impegnò molto soprattutto nella scrittura in prosa, riscoprendo il genere della novella, breve racconto di argomento vario, che valorizzò con il suo Decameron; una raccolta di cento novelle raccontate da dieci giovani, tre ragazze e sette ragazzi, nell’arco di dieci giornate, che danno il titolo all’opera. Le novelle sono inserite in una “cornice narrativa” che prende spunto dall’epidemia di peste scoppiata a Firenze nel 1348, per sfuggire alla quale i dieci giovani decidono di trascorrere due settimane nelle campagne fiorentine, dove trascorrono il tempo tra balli, canti e il racconto delle novelle. La novella che voglio proporti è quella di Andreuccio da Perugia, è una delle più note del Decameron ed è narrata nella seconda giornata. Leggila e svolgi gli esercizi.

Clicca qui: Andreuccio da Perugia

La giara; tra umorismo e follia

La giara è una allegra novella di ambiente siciliano e contadino. La giara fu scritta nel 1906 e fa parte della raccolta pirandelliana Novelle per un anno. Successivamente, nel 1916, l’autore ne produsse la sceneggiatura in dialetto siciliano, per un famoso atto unico. Venne rappresentata a Roma nel 1917, ricorrendo all’uso del dialetto agrigentino per i dialoghi tra i vari personaggi.

La novella, una delle più celebri e fortunate dell’autore de Il fu Mattia Pascal, sviluppa molti dei punti cardinali della poetica di Pirandello: l’attenzione per situazioni paradossali e al limite del grottesco ( deforme e innaturale, paradossale e inspiegabile, tale da suscitare reazioni contrastanti; dal riso all’indignazione), la focalizzazione su personaggi caratterizzati da una fissazione maniacale (qui don Lolò Zirafa, ma possiamo pensare anche a Vitangelo Moscarda di Uno, nessuno e centomila), il ricorso ad una soluzione “umoristica” per sciogliere le intricate vicende narrate, come si nota anche ne La patente. risalente al 1909.

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L’Umorismo di Pirandello e l’apologo della vecchia signora

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.

In un noto saggio  L’umorismo, pubblicato nel 1908, Pirandello tocca  un argomento fondamentale della riflessione filosofica di inizio Novecento (basti pensare al saggio di Henri Bergson, Il riso del 1900 e quello di Sigmund Freud su Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio del 1905). Il saggio ha notevoli punti di contatto con il pensiero  dello scrittore agrigentino e della sua produzione romanzesca, da Il fu Mattia Pascal fino a Uno, nessuno e centomila.

L’originale forma discorsiva del saggio mette a fuoco non solo la storia dell’umorismo, ma anche la sua natura profonda: la differenza tra “comico” ed “umorismo” è quella che – nel famoso esempio della “vecchia signora […] tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili” – corre tra l'”avvertimento” e il “sentimento del contrario”. Al centro di tutto, c’è la “riflessione” che permette di scorgere una verità diversa dietro alla facciata del mondo.

L’umorismo pirandelliano diventa allora una forma di percezione della realtà, oltre le nostre finzioni e addirittura al di là della nostra stessa identità, secondo uno “strappo” che scaturire da un momento qualunque, anche dal fischio di un treno (come dimostrato dall’omonima novella). Una lezione, quella umoristica, che Pirandello terrà ben presente quando, nel suo metateatro, porterà in scena le “maschere” della nostra coscienza.

Leggi e svolgi gli esercizi proposti dalla scheda

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Il naso di Moscarda

– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo
specchio.
– Niente, – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso…

Ecco l’incipit di uno dei più noti romanzi di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”, un invito a riflettere sul modo in cui vogliamo apparire e su come gli altri, chi ci è vicino, chi vive accanto a noi, chi ci circonda nella vita di tutti i giorni, ci percepisce. L’incipit di un cammino alla ricerca dell’identità tra lucidità e follia.

Clicca qui, sul titolo del brano e studia la scheda proposta _Mia moglie e il mio naso

La protesta di Greta e il Friday for future

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Il 20 agosto 2018 a Stoccolma l’allora quindicenne Greta Thunberg decise di non andare a scuola e di sedersi invece davanti alla sede del parlamento svedese con un cartello in mano per protestare contro l’inazione del governo di fronte al riscaldamento globale e al cambiamento climatico. Da quel giorno, per tutti i venerdì successivi Greta ha proseguito il suo personale “sciopero scolastico”, giunto ormai alla ventiseiesima settimana. Il suo gesto ha ispirato centinaia di migliaia di ragazzi che in tutte le città del mondo hanno organizzato scioperi e manifestazioni per chiedere interventi urgenti della politica sui temi ambientali. Nel frattempo, la popolarità della giovane attivista svedese è cresciuta (e con essa anche le critiche di chi la ritene troppo estremista o manovrata dall’esterno): Greta è stata invitata sui palchi delle Nazioni Unite e di Davos. Greta con la sua protesta è arrivata a Bruxelles per portare la sua causa nel cuore dell’Europa, parlando all’evento “rEUnaissance” in una delle sedi della Commissione Europea, davanti alla massima autorità della Ue, il presidente della Commissione Juncker.

Dopo essere stata iscritta dal Time nella classifica dei 25 teenager più influenti del mondo, l’inarrestabile Greta Thunberg è stata candidata al Premio Nobel per la Pace da tre parlamentari norvegesi come segno di stima per lo straordinario impegno profuso nel sostenere la causa ambientale.

Approfondisci cliccando qui sul testo

Lo sciopero del venerdì contro i cambiamenti climatici è arrivato anche in Italia. È l’effetto Greta Thunberg, la 16enne svedese che ogni venerdì salta scuola e sciopera davanti al Parlamento per sensibilizzare la classe politica. Sui social le foto e i video delle mobilitazioni di Roma, Milano, Genova, Torino, Pisa e non solo: il venerdì, ribattezzato #VerdeDì, è diventato il giorno dedicato alla lotta per salvare il pianeta, in attesa della manifestazione più grande prevista il 15 marzo in tutto il mondo.

 

Fascismo e totalitarismi verso la II Guerra mondiale

Questa mappa riassume la situazione italiana del dopoguerra; osservala e scrivi un testo che descriva la situazione che portò Mussolini al potere.

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Ecco poi due video che presentano Mussolini e Matteotti, i protagonisti di questi primi anni del fascismo.

Questo è un video Zanichelli per studiare, ripetere, imparare a sintetizzare il capitolo di storia che stiamo affrontando.

Mettilo a confronto con gli altri totalitarismi:

e tieni conto del ruolo che la propaganda e la conquista del consenso dell’opinione pubblica ebbe per l’affermazione di questi regimi

1919, 1929, 1939. Verso una seconda guerra mondiale

CLICCA QUI Verso la II Guerra mondiale CLICCA QUI

Un quadro cronologico ragionato che aiuta a rintracciare le cause della Seconda guerra mondiale nelle conseguenze della prima, fissando date ed avvenimenti cruciali premessa di quel fatidico 1° settembre 1939.