Poiché la struttura portante della Divina Commedia è narrativa, la dimensione spaziale (insieme a quella temporale) assume una funzione determinante.

La narrazione è infatti una serie di azioni che si dispongono in un certo scenario (e in una certa successione cronologica). In particolare la dimensione spaziale del capolavoro dantesco è connaturata con l’esperienza del viaggio non solo fisico e naturale, ma metafisico e simbolico.

L’opposizione verticale “basso” contro “alto” è allo stesso tempo materiale e morale, rappresenta il peccato contro la beatitudine, la perdizione contro la salvezza, il buio contro la luce.

La traiettoria del viaggio oltremondano è dunque verticale, dall’inferno verso il paradiso, sede di Dio.

Non ci sono bivi o biforcazioni davanti agli occhi del Dante personaggio; durante il tragitto non si generano dubbi e non sono possibili scelte tra due direzioni diverse.

Al peregrino è concesso solo di salire o di scendere luongo un’unica traiettoria attraverso i luoghi dell’aldilà (inferno, purgatorio e paradiso).

Per evitare una visione dei regni oltremondani composta da anime indifferentemente dannate o felici, Dante poeta e narratore dovette tener conto oltre che delle testimonianze classiche o cristiane, anche delle concezioni cosmologiche e etico-religiose medievali.

Aveva bisogno di costruire dei luoghi ideali in cui collocare per l’eternità le anime che avevano abitato il mondo terreno e sulle quali la divinità aveva pronunciato il suo giudizio.

Questi luoghi non hanno valore solo oggettivo: cieli, monti, abissi sono concrete determinazioni di un sentire religioso che recano il segno della potenza divina.

Dalla concezione medievale che continua quella alessandrina Dante derivò la concezione cosmologica che è alla base del suo viaggio.

Secondo questa concezione tolemaica e antropocentrica la terra è un sfera immobile al centro dell’ universo e l’uomo è elemento centrale di tutta la storia dell’universo. Si pongono per o contro l’uomo, i luoghi che gli si aprono dopo la morte.

Come per tutti i contemporanei, per Dante la terra si divide in due emisferi: il meridionale interamente occupato dalle acque dell’oceano; il settentrionale fatto di terre emerse ed abitato dagli uomini.

La terra nacque quando Dio creò gli angeli e i cieli. Alcuni angeli si ribellarono a Dio che li espulse insieme al loro capo Lucifero e li scaraventò sulla terra che inorridita si ritirò verso settentrione e fu in seguito occupata dagli uomini. L’emisfero meridionale fu, invece, interamente ricoperto dalle acque.

I testo precedente proviene dal sito https://medium.com/cent-anni-di-dante/i-luoghi-letterari-della-divina-commedia-bf8a2aa7de16

I luoghi letterari della Divina Commedia

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