Il famoso naso di Moscarda

– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo
specchio.
– Niente, – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso…

Ecco l’incipit di uno dei più noti romanzi di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”, un invito a riflettere sul modo in cui vogliamo apparire e su come gli altri, chi ci è vicino, chi vive accanto a noi, chi ci circonda nella vita di tutti i giorni, ci percepisce. L’incipit di un cammino alla ricerca dell’identità tra lucidità e follia.

Clicca qui, sul titolo del brano _Mia moglie e il mio naso

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Ciàula scopre la luna

Ciàula è un povero garzone di zolfara, sciocco e ignaro di tutto, abbrutito dal lavoro. Abituato alla miniera, non ha paura del buio delle sue profonde caverne, che sono per lui come un grembo materno; ha paura invece del buio vano della notte, dalla sera in cui lo scoppio di una mina ha ferito all’occhio il suo padrone, zi’ Scarda, e ne ha ucciso
il figlio Calicchio. Ma durante un turno di notte, sbucando all’aperto con un pesante carico di zolfo, ha un’inaspettata visione, che gli fa vincere d’un colpo paura e fatica: gli appare la Luna, grande e placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio  e lo fa piangere di stupore, dolcezza e conforto.

Questa novella fu pubblicata la prima volta nel dicembre del 1912 sul “Corriere della Sera” e, dopo varie riedizioni, è compresa nel volume Dal naso al cielo delle Novelle per un anno (1937).

pirandello_ciaula.pdf

Avendo letto la novella Rosso Malpelo, capolavoro del verismo di Verga, sei in grado di fare un confronto tra Ciàula e Malpelo: cosa accomuna questi due personaggi, che cosa invece li rende diversi l’uno dall’altro? Produci un testo da consegnare.