Stupor mundi

Federico II era un grande imperatore, uno dei personaggi più affascinanti del Medioevo. Egli governava su un impero che andava dal Mare del Nord fino alla Sicilia. Dalla madre, Costanza d’Altavilla, figlia di re Ruggero II di Sicilia della dinastia normanna degli Altavilla (Hauteville), ereditò il regno di Sicilia che comprendeva tutta l’Italia meridionale e si estendeva quasi fino alle porte di Roma. Fece costruire importanti castelli anche in Basilicata e proprio dal castello di Melfi promulgò le Costituzioni melfitane.

federico-II-exultet

Federico II di Svevia

 

 

Guarda questi video e approfondisci la figura di Federico II lo Stupor mundi.

 

 

Annunci

“Chi, chi ti ha fatto del Male?” “Nessuno, proprio Nessuno!”

Ragazzi scusate il ritardo con cui pubblico i video ma ho avuto un piccolo problemino…

Ulisse e i suoi compagni, approdati nella terra dei Ciclopi, creature giganti con un solo occhio in mezzo alla fronte, restano prigionieri nella grotta di Polifemo, che ne divora alcuni.
Riusciranno a sfuggirgli grazie alla proverbiale astuzia dell’eroe omerico, che, dopo essersi presentato al ciclope con il nome di Nessuno, gli offrirà del vino per farlo dormire e lo accecherà con un palo arroventato.
I compagni di Ulisse usciranno dalla grotta, mescolati al gregge e, una volta al sicuro sulla nave, un moto d’orgoglio spingerà l’eroe a rivelare il suo vero nome e questo gli costerà la maledizione implacabile di Polifemo, che invocherà su di lui la vendetta del padre, Poseidone.

Ecco una versione cantata dell’episodio di Ulisse e Polifemo. Ascoltala.

avventure di ulisse

Clicca sul link a fianco alla locandina de “Le avventure di Ulisse” per vedere l’intero episodio del IX canto dell’Odissea nella riproposizione fedele fattane dal regista Franco Rosi nel 1964.

Clicca sul titolo sottostante e si aprirà il link che cerchi

Odissea-Polifemo-canto-IX

Oppure vedine questa versione ridotta

Guarda la versione animata dell’episodio di Ulisse e Polifemo dal minuto 11 al 24 e nota se ci sono analogie o differenze con la versione letta e parafrasata

E ora ripassa un po’ l’Odissea con questo simpatico video.

La Resistenza e il 25 Aprile

Ecco alcune tracce per meglio conoscere la storia del nostro paese, una storia dalle pagine tragiche e dure, che ci raccontano una guerra civile che ci ha dato però la libertà e la democrazia di cui oggi godiamo, e mentre godiamo di un giorno di riposo dalle fatiche scolastiche ricordiamoci perché lo festeggiamo.

Hai guardato questo video? Tu ne sai di più? Se no, preoccupati e riprendi a studiare …

“Un paese senza memoria è un paese senza futuro” P. Pasolini

«Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano».

A pronunciare queste parole  è Pin, un ragazzino come voi , protagonista del libro di Italo Calvino  Il sentiero dei nidi di ragno. Pin è povero, e sta soffrendo durante la  Seconda guerra mondiale; ma non è povero di coraggio e di voglia di fare qualcosa, anche di piccolo, per il suo Paese e per porre fine alla guerra, al fascismo e al nazismo. Pin è un personaggio di fantasia, direte voi! In realtà,  nulla sarebbe stato possibile se, come lui, non fossero stati in tantissimi a credere di poter far qualcosa unendosi insieme in quella che è stata chiamata la lotta di Resistenza.

Tantissimi italiani (donne, uomini e bambini) dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 hanno deciso di lasciare le loro case o hanno disertato l’esercito per contrastare l’occupazione nazista dell’Italia e il Governo fascista. Per i successivi due anni, fino alla fine di aprile del 1945, hanno combattuto in ogni modo possibile l’occupazione dei tedeschi. Era gente comune, con poche armi, che già soffriva le penurie della guerra, eppure è riuscita a “resistere”. 
Il 25 aprile è per questo una data importantissima per il nostro paese. Un modo per ringraziare il sacrificio di tanti italiani.
I partigiani hanno spesso pagato la loro resistenza al regime fascista perdendo la vita. Erano un esercito improvvisato che doveva combattere contro uno perfettamente organizzato e potente come quello nazista.

liberamente tratto da: https://www.focusjunior.it/scuola/storia/25-aprile

 

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/25-aprile-liberazione-Sandro-Pertini-460c51e8-d6af-4e63-8d4f-da2e4a85093d.html

Processato nel 1947 per crimini di guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi), il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, fu condannato a morte. La pena fu commutata nel carcere a vita. Ma già nel 1952, in considerazione delle sue “gravissime” condizioni di salute, egli fu messo in libertà. Tornato in patria fu accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi, di cui per altri 8 anni fu attivo sostenitore. Pochi giorni dopo il suo rientro a casa Kesserling ebbe l’impudenza di dichiarare pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che – anzi – gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli… un monumento. A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide “ad ignominia”, collocata nell’atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l’avvenuta scarcerazione del criminale nazista.

Pellegrinaggi medievali e Crociate

Le Crociate; spedizioni cristiane per liberare il Santo Sepolcro

Per capire cosa siano state le crociate, bisogna tenere presente l’importanza dei pellegrinaggi nel Medioevo. Alla fine dell’anno Mille, infatti, la prima crociata fu semplicemente un pellegrinaggio armato per liberare Gerusalemme e il sepolcro di Cristo dalla dominazione musulmana. Nei secoli successivi queste spedizioni si trasformarono in vere e proprie guerre per la conquista della Terra Santa e di territori più o meno ampi strappati ai Turchi, anche al fine di incrementare i commerci delle potenze cristiane.

I pellegrinaggi

Ai nostri giorni molti cattolici partono per visitare i santuari, ma nel Medioevo i credenti che ne avevano la possibilità si ritenevano quasi obbligati a intraprendere un pellegrinaggio, un po’ come oggi i musulmani si recano alla Mecca. Le mete dei pellegrini erano molte: a Santiago de Compostela, all’estremità della Penisola Iberica dove si troverebbe la tomba dell’apostolo Giacomo, oppure alla città santa, Roma.

Il pellegrinaggio più meritorio di tutti era però in Terra Santa, nei luoghi cioè dov’era vissuto e morto Gesù. Intorno all’anno Mille, tuttavia, i pellegrini cristiani all’improvviso cominciarono a incontrare molte difficoltà perché ai tolleranti Arabi si erano sostituiti i Turchi, allora rozzi guerrieri (che non avevano niente in comune con gli Arabi, né come origine né come lingua). L’Impero bizantino, inoltre, temeva l’avanzata dei Turchi e domandò al papa in Occidente di inviare una spedizione armata.

Nel 1095, papa Urbano II chiese allora ai pellegrini di partire in massa. La prima crociata fu semplicemente un pellegrinaggio armato; coloro che partirono non chiamavano sé stessi ‘crociati’, ma semplicemente ‘pellegrini’. Solo più tardi si cuciranno una croce di stoffa rossa sulla spalla destra e sul petto e un’altra sullo scudo, per mostrare visibilmente il proprio impegno religioso. Il papa concesse a questi speciali pellegrini l’indulgenza plenaria (che cancellava tutti i peccati e le pene da scontare in purgatorio), della quale fino a quel momento avevano goduto soltanto i martiri. Infatti il papa riteneva che andare in Terra Santa fosse come un martirio, perché si metteva in pericolo la vita per difendere la religione.

http://www.treccani.it/enciclopedia/crociate_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

Violenze, bottini e conquiste

In Occidente erano molti i cavalieri privi di terre che vivevano, come i briganti, di assalti e depredazioni. La crescita demografica, oltre a risultati positivi, aveva portato una grande inquietudine sociale: all’improvviso molti più uomini rispetto al passato cercavano i mezzi per vivere meglio. D’altra parte i mercanti, al ritorno dai loro viaggi, descrivevano l’Oriente come il paradiso, colmo di ricchezze e di tesori. Alla fine dell’11° secolo il pellegrinaggio armato in Terra Santa si prefiggeva di scacciare di lì gli infedeli (i musulmani) e di ricondurre quei luoghi sotto il governo cristiano, ma i combattenti si aspettavano anche straordinari bottini e conquiste.

Appena partiti, i pellegrini armati compirono orribili massacri di ebrei ‒ assimilati ai musulmani in quanto avversari della fede cristiana ‒ in Germania, a Colonia, e nella zona del fiume Reno. Per secoli gli ebrei erano vissuti pacificamente in mezzo ai cristiani: proprio con le crociate nacque invece l’antisemitismo e la condizione degli ebrei in Europa andò rapidamente peggiorando, col moltiplicarsi delle restrizioni e delle discriminazioni ai loro danni. Con il papato di Innocenzo III (1198-1216) gli ebrei sarebbero stati costretti a portare cucita sull’abito una rotella di stoffa gialla.

La prima crociata non si concluse soltanto con la presa di Gerusalemme, ma con la conquista di un ampio territorio, perlopiù costiero, corrispondente agli odierni territori di Israele, Palestina e Libano, gran parte di Siria e Giordania e anche parte dell’attuale Turchia. Questo spazio, di dimensioni inizialmente imponenti, venne organizzato come un regno cristiano. Gli invasori, però, circondati da gente nemica e di religione musulmana, rimasero sempre in armi e non riuscirono a lungo a mantenere le conquiste. Costruirono enormi fortezze e castelli opprimendo la popolazione locale. Dall’Occidente dovettero giungere continuamente altri combattenti per sostituire i morti, e le crociate si susseguirono una dopo l’altra.

Le crociate e il commercio

Fra la conquista di Gerusalemme nel 1099 e la perdita dell’ultimo avamposto cristiano in Terra Santa nel 1291, quasi due secoli dopo, ci furono ufficialmente otto crociate, ma in realtà la mobilitazione fu continua. In qualunque momento, chi ne fosse intenzionato poteva partire per la Terra Santa, in un pellegrinaggio che era al tempo stesso espiazione dei peccati e contributo concreto, fisico, alla difesa della fede cristiana contro i suoi nemici. Le spedizioni organizzate erano così frequenti che ai fedeli appariva normale, in punto di morte, destinare per testamento una certa somma per finanziare un combattente, da utilizzare la prossima volta che un qualsiasi sovrano cristiano avesse organizzato una partenza. Mantenendo comunque l’abituale numerazione delle crociate, nella quarta (1202-04) i crociati, per pagare le navi procurate dai Veneziani, furono obbligati da costoro a conquistare Zara, una città con un bel porto sulla costa della Dalmazia. Zara era cristiana, ma Venezia non andò troppo per il sottile.

Vinta Zara, Venezia ottenne che i crociati, attirati dal miraggio di più ricchi bottini, muovessero contro l’Impero bizantino: di nuovo cristiani contro cristiani! Costantinopoli fu conquistata dopo un assedio di due mesi, il 18 luglio del 1203. Fu un altro massacro; chiese e monasteri distrutti, tesori e arredi sacri depredati. Su quelle rovine fu creato l’Impero latino d’Oriente. Venezia ottenne condizioni favorevoli per i suoi mercanti e nessuno pensò più a Gerusalemme e al sepolcro di Cristo.

Le ultime crociate

Anche le ultime due crociate condotte dal re francese Luigi IX detto il Santo si svolsero lontano da Gerusalemme, in Egitto e in Tunisia. Il possesso degli scali commerciali era diventato la principale ragione delle crociate. Nella penultima crociata (1248-49), Luigi IX fu sconfitto; fatto prigioniero, pagò un riscatto enorme per essere liberato. Vecchio e malato, Luigi IX volle guidare anche l’ultima crociata, nel 1270. La flotta approdò a Tunisi, creduta vicinissima ai porti egiziani di Alessandria e Damietta: in realtà Tunisi dista migliaia di chilometri.

La causa di un errore così grave dipese dalle carte geografiche di cui disponevano le navi di Luigi IX. Subito dopo lo sbarco il re morì di tifo. In precedenza un altro sovrano era morto nel viaggio verso la Terra Santa: durante la terza crociata, nel 1190, era annegato in un fiume dell’odierna Turchia il vecchio imperatore Federico I Barbarossa.

Cristianesimo e Islam

A fianco dei crociati combattevano anche nuovi e speciali ordini di monaci-cavalieri. I più famosi furono l’ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro o templari, i cavalieri teutonici e i cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme che, trasferitisi prima a Rodi e poi a Malta, per molti secoli combatterono contro le navi dei musulmani.

Nel complesso, il cristianesimo e l’Islam rimasero due mondi estranei e ostili, dominati l’uno e l’altro dal fanatismo e dal pregiudizio. La straordinaria convivenza che si era potuta realizzare là dove le due civiltà avevano convissuto più a lungo, per esempio in Sicilia, non si ripeté più. Le crociate portarono distruzioni di splendide città e morti infinite nei due schieramenti.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/crociate_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/