Dalla lotta per le investiture allo scisma d’Oriente

Ecco tre video che riassumono bene gli ultimi argomenti trattati e ci proiettano verso nuove importanti tappe della storia che a breve esploreremo.

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Una donna di potere nel Medioevo

matildePoche donne hanno avuto nella storia del mondo un ruolo tanto significativo quanto quello di Matide di Canossa. Per circa quarant’anni governò un territorio esteso su buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, un cuscinetto strategico destinato a separare le rumorose contese tra Impero e Papato. A difesa dell’integrità dei suoi possedimenti, Matilde stese una fitta rete di castelli e fortificazioni per il controllo di strade, valichi, fiumi. Non meno importante fu il solido intreccio di fedeltà con i vassalli distribuiti sulle sue terre, con forze spesso tra loro in contrasto come le città, le comunità rurali, le abbazie. Matilde, che la memoria secolare ci ha rimandato come donna colta e dotata di rare competenze, fu protagonista di un quarantennio di regno illuminato, autorevole, straordinario per realizzazioni e riforme politiche. E il segno della sua presenza è ancora vivo nella storia d’Europa.

Per saperne di più clicca sul link qui sotto

http://online.scuola.zanichelli.it/capirelastoria-files/volume1/approfondimenti/Zanichelli_Vicari1_Unita5_Matilde.pdf

A proposito di scritture autobiografiche

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Con alcuni di voi stiamo studiando la scrittura dei diari, con altri abbiamo letto tante lettere e memorie dal fronte proveniente da questo splendido archivio delle Storie degli italiani, così voglio offrirvi qualche spunto per saperne di più dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

Sono passati più di trent’anni da quando un giornalista, scrittore, “curioso” intellettuale, viaggiatore, conoscitore di diversi paesi e di popolazioni come Saverio Tutino propose agli amministratori di un paesino della Valtiberina, in provincia di Arezzo, di creare un luogo che conservasse le memorie scritte della “gente comune”. Tutte le memorie, colte e semicolte, prodotte da donne e uomini di diverse appartenenze culturali e politiche: nobiluomini o contadini, operai e industriali, partigiani e repubblicani di Salò, emigranti e viaggiatori, precari e cervelli in fuga…

Da questa originale e fantasiosa sollecitazione nasce l’Archivio Diaristico Nazionale a Pieve Santo Stefano. A partire, quindi, dal 1984, Saverio Tutino, coadiuvato da una robusta e motivata équipe, inizia a raccogliere diari, memorie, epistolari della “gente comune”, di coloro che abitualmente hanno una “vita normale” o comunemente considerata tale. Non solo le autobiografie dei personaggi politici sono degne di interesse – è la premessa da cui parte Tutino – tante donne e uomini possono raccontare la loro vita, che è unica e irripetibile, altrettanto ricca, pertanto capace di destare attenzione. Tra gli obiettivi iniziali di Tutino c’è quello di non disperdere un patrimonio documentario unico, di costruire un patrimonio collettivo di memorie. In fondo come canta un caro amico dell’Archivio: “La Storia siamo noi…” e questi diari stanno a testimoniarcelo.

Oggi l’Archivio rappresenta una delle iniziative più interessanti a livello nazionale e costituisce un modello anche per altri centri europei. Il fondo comprende circa 7.000 storie tra diari, memorie, autobiografie, epistolari, che abbracciano un ampio arco cronologico: dai manoscritti dell’800 ai più recenti scambi epistolari via e-mail. Nel 2003 il Ministero dei Beni Culturali ha pubblicato l’Inventario, consultabile ora – aggiornato – sul sito.

http://www.archiviodiari.org/