La novella di Andreuccio

Ormai sai che c’è “boccaccio” e Boccaccio e che il secondo è quello che più interessa a noi (del primo, specie se vuoto non sapremmo che farcene…). Boccaccio, con la maiuscola, è uno dei padri della lingua e della letteratura italiana, ed è colui che definì “Divina” la Commedia di Dante e la rese celebre.

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Giovanni Boccaccio, come sai di certo, si impegnò molto soprattutto nella scrittura in prosa, riscoprendo il genere della novella, breve racconto di argomento vario,  che valorizzò con il suo Decameron; una raccolta di cento novelle raccontate da dieci giovani, tre ragazze e sette ragazzi, nell’arco di dieci giornate, che danno il titolo all’opera. Le novelle sono inserite in una “cornice narrativa” che prende spunto dall’epidemia di peste scoppiata a Firenze nel 1348, per sfuggire alla quale i dieci giovani decidono di trascorrere due settimane nelle campagne fiorentine, dove trascorrono il tempo tra balli, canti e il racconto delle novelle. La novella che voglio proporti è quella di Andreuccio da Perugia, è una delle più note del Decameron ed è narrata nella seconda giornata. Leggila e svolgi gli esercizi.

Clicca qui: Andreuccio da Perugia

 

 

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