Archivio Diaristico Nazionale

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Con alcuni di voi stiamo studiando la scrittura dei diari, con altri abbiamo letto tante lettere e memorie dal fronte proveniente da questo splendido archivio delle Storie degli italiani, così voglio offrirvi qualche spunto per saperne di più dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

Sono passati più di trent’anni da quando un giornalista, scrittore, “curioso” intellettuale, viaggiatore, conoscitore di diversi paesi e di popolazioni come Saverio Tutino propose agli amministratori di un paesino della Valtiberina, in provincia di Arezzo, di creare un luogo che conservasse le memorie scritte della “gente comune”. Tutte le memorie, colte e semicolte, prodotte da donne e uomini di diverse appartenenze culturali e politiche: nobiluomini o contadini, operai e industriali, partigiani e repubblicani di Salò, emigranti e viaggiatori, precari e cervelli in fuga…

Da questa originale e fantasiosa sollecitazione nasce l’Archivio Diaristico Nazionale a Pieve Santo Stefano. A partire, quindi, dal 1984, Saverio Tutino, coadiuvato da una robusta e motivata équipe, inizia a raccogliere diari, memorie, epistolari della “gente comune”, di coloro che abitualmente hanno una “vita normale” o comunemente considerata tale. Non solo le autobiografie dei personaggi politici sono degne di interesse – è la premessa da cui parte Tutino – tante donne e uomini possono raccontare la loro vita, che è unica e irripetibile, altrettanto ricca, pertanto capace di destare attenzione. Tra gli obiettivi iniziali di Tutino c’è quello di non disperdere un patrimonio documentario unico, di costruire un patrimonio collettivo di memorie. In fondo come canta un caro amico dell’Archivio: “La Storia siamo noi…” e questi diari stanno a testimoniarcelo.

Oggi l’Archivio rappresenta una delle iniziative più interessanti a livello nazionale e costituisce un modello anche per altri centri europei. Il fondo comprende circa 7.000 storie tra diari, memorie, autobiografie, epistolari, che abbracciano un ampio arco cronologico: dai manoscritti dell’800 ai più recenti scambi epistolari via e-mail. Nel 2003 il Ministero dei Beni Culturali ha pubblicato l’Inventario, consultabile ora – aggiornato – sul sito.

http://www.archiviodiari.org/

 

 

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